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Detrazioni Fiscali 50%: Ristrutturazione Edilizia 2021

Oggi vorrei parlarvi del bonus a cui si può accedere in caso  di ristrutturazione, in modo da ridurre i costi d’intervento. Per tutto il 2021 è ancora possibile usufruire delle detrazioni fiscali del 50% per opere di ristrutturazione edilizia e per il miglioramento dell’efficienza energetica, ma non solo, nella detrazione sono comprese tutte le opere e i compensi professionali di tutti i professionisti, dal progettista al direttore dei lavori, dal tecnico che si occupa delle opere in cemento armato, a quello catastale, ecc. potranno essere detratti anche mobili, sanitari, cucina,   ecc.  L’IVA per i professionisti è sempre dunque al 22%, ed i pagamenti dovranno essere fatti esclusivamente tramite bonifico bancario riportante i dati di protocollo della pratica edilizia comunale.

Detrazioni 50%: Che cos’è.

L’agevolazione fiscale sugli interventi di ristrutturazione edilizia è disciplinata dall’art. 16-bis del Dpr 917/86 e consiste in una detrazione dall’Irpef del 36% delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare.

Tuttavia, per le spese sostenute dal 26 giugno 2021 al 31 dicembre 2021 la detrazione è elevata al 50% e il limite massimo di spesa è di 96.000 euro.

Come funziona:

Prima di iniziare è meglio affidarsi ad un tecnico abilitato. 

Proprio per verificare che tutti gli interventi siano realizzabili.  L’architetto deve elaborare lo studio di fattibilità (contattaci per fissare un appuntamento) è una relazione in cui vengono riassunti; il risultato delle verifiche effettuate sul tuo immobile, analisi normativa, conformità edilizia, analisi economica, e sono indicati gli interventi realizzabili.

Poi verranno preparate le pratiche edilizie per l’avvio dei lavori, solitamente si tratta di una SCIA – Segnalazione di Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata, o di una CILA – Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata.

Per fare la richiesta del bonus ristrutturazioni devi ricordarti di pagare tutte le spese con un bonifico bancario  o postale, parlante, ovvero in cui indichi:

  • Codice fiscale di chi beneficia della detrazione.
  • Codice fiscale, o numero di partita IVA, di chi beneficia del pagamento.
  • Causale del versamento, con riferimento all’articolo 16-bis del Dpr 917/1986.
  • inviare, quando prevista, all’Azienda sanitaria locale competente per territorio, prima di iniziare i lavori, una comunicazione con raccomandata A.R., tranne nei casi in cui le norme sulle condizioni di sicurezza nei cantieri non prevedono l’obbligo della notifica preliminare alla Asl.

Per quali lavori:

lavori sulle unità immobiliari residenziali e sugli edifici residenziali per i quali spetta l’agevolazione fiscale sono:

  • quelli elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia). In particolare, si tratta degli interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze.
  • quelli indicati alle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 (manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento 
  • conservativo, ristrutturazione edilizia), effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali.
  • Quelli necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se questi lavori non rientrano nelle categorie indicate nei precedenti punti e a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza.
  • Quelli relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, anche a proprietà comune.
  • Quelli finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori e montacarichi (ad esempio, la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione).
  • Quelli per la realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap gravi, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104/1992.
  • Quelli di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte ad evitare gli infortuni domestici.
  • Quelli relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi. Per “atti illeciti” si intendono quelli penalmente illeciti (per esempio, furto, aggressione, sequestro di persona e ogni altro reato la cui realizzazione comporti la lesione di diritti giuridicamente protetti).
  • Quelli finalizzati alla cablatura degli edifici, al contenimento dell’inquinamento acustico, al conseguimento di risparmi energetici, all’adozione di misure di sicurezza statica e antisismica degli edifici.
  • interventi di sostituzione del gruppo elettrogeno di emergenza esistente con generatori di emergenza a  gas di ultima generazione.

Oltre alle spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, ai fini della detrazione è possibile considerare anche:

  • le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse
  • le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento
  • le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del DM 37/2008 – ex legge 46/90 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge 1083/71)
  • le spese per l’acquisto dei materiali
  • il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti
  • le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi
  • l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunzie di inizio lavori
  • gli oneri di urbanizzazione
  • gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi nonché agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreto n. 41 del 18 febbraio 1998).

Detrazioni 50% a chi aspetta:

Possono beneficiare dell’agevolazione non solo i proprietari o i titolari di diritti reali sugli immobili per i quali si effettuano i lavori e che ne sostengono le spese, ma anche l’inquilino o il comodatario. In particolare, hanno diritto alla detrazione:

  • il proprietario o il nudo proprietario
  • il titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
  • l’inquilino o il comodatario
  • i soci di cooperative divise e indivise
  • i soci delle società semplici
  • gli imprenditori individuali, solo per gli immobili che non rientrano fra quelli strumentali o merce.

Hanno diritto alla detrazione, inoltre, purché sostengano le spese e siano intestatari di bonifici e fatture:

  • il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado) e il componente dell’unione civile.
  • il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge.
  • il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016.

Cessione del credito e opzione per il contributo sotto forma di sconto

Ai sensi dell’articolo 121 del decreto-legge n. 34 del 2020 (c.d. Decreto Rilancio), i soggetti che negli anni 2020 e 2021 sostengono spese per gli interventi di ristrutturazione edilizia possono optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione spettante, alternativamente:

  • per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto (sconto in fattura), fino a un importo massimo pari al corrispettivo stesso, anticipato dai fornitori che hanno effettuato gli interventi e da questi ultimi recuperato sotto forma di credito d’imposta, di importo pari alla detrazione spettante, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari
  • per la cessione di un credito d’imposta di pari ammontare, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.

Si tratta di alternative alla detrazione IRPEF del 50% che, invece, prevede 10 quote annuali dello stesso importo.

fonte: https://agenziaentrate.gov.it/

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