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Come progettare gli interni della tua casa

Come si inizia a progettare un’abitazione?

Lo spazio interno generale

Per prima cosa bisogna progettare gli spazi in generale, senza scendere nei particolari, ma solo per macro aree che derivano dalla conformazione e dall’orientamento generale del fabbricato. Per progettare al meglio le abitazioni (o qualsiasi altro spazio) bisogna sapere a priori con chiarezza quali sono le zone principali necessarie al nostro progetto.

In un’abitazione tradizionale le zone principali sono normalmente due, la zona giorno e la zona notte.

All’interno delle due zone principali troviamo aree con diverse funzioni, il cui collegamento deve soddisfare esigenze di funzionalità e successione logica in modo da creare percorsi e passaggi fluidi.

Queste aree sono ancora suddivise in mini aree specifiche per arrivare alla singola funzione a cui sono destinate; nell’area soggiorno ad esempio, avremo una zona conversazione, una zona tv oppure una zona pranzo, oppure una zona lettura-relax ecc a seconda delle dimensioni dell’ambiente e delle richieste del committente.Nella zona cucina invece, avremo un’area pranzo e una zona lavoro-preparazione, ed eventualmente una zona snack colazione. Nell’area camera, avremo una zona letto, una zona studio, una zona gioco ecc..

Quando i collegamenti tra le varie zone sono ben studiati e funzionali, si creano dei percorsi ottimali. Proprio la successione logica delle varie zone crea dei percorsi; questi passaggi devono essere agevoli per rendere facile il normale utilizzo dell’ambiente.

Deve essere preoccupazione del progettista fare in modo che i passaggi da una zona all’altra siano immediati e fluidi.

Crea delle visuali ottimali

Un altro vincolo di carattere oggettivo che deve essere tenuto in considerazione quando si è nella fase progettuale sono le visuali: vale a dire quegli scorci visivi che si possono ottenere stazionando o percorrendo nella nostra abitazione.

Le visuali esterne condizionano sicuramente la posizione degli arredi; se fuori dalla finestra c’è un giardino, un terrazzo o se la nostra finestra incornicia uno scorcio di panorama particolare, occorrerà fare in modo di valorizzare questa caratteristica.

Mai opporre la schiena ad una visuale positiva, ma fare in modo che le sedute della zona conversazione, della zona relax, della zona studio o riposo, godano il più possibile della visuale positiva.

Oltre alle visuali esterne che sono decisamente più oggettive, si dovrà inoltre tenere conto delle visuali interne; queste ultime sono decisamente più controllabili e valutabili dal progettista in fase di progetto.

Le visuali interne sono determinate dai percorsi e dai flussi che sono stati “pensati” (progettati) in precedenza; in ogni ambiente ci sono caratteristiche da valorizzare alla vista ed altre da tenere più “nascoste”.

Ad esempio al bagno, è auspicabile fare in modo che aprendo la porta non ci si trovi davanti ai sanitari, ma che questi siano schermati o che rimangano dietro alla porta stessa.

Allo stesso modo la cucina, soprattutto se a vista sul soggiorno, dovrà essere realizzata in modo che la zona tecnica di lavorazione (per capirci quella sempre più in disordine), sia nascosta o almeno “riparata” rispetto alla zona ingresso-soggiorno.

Ci sono molti modi per creare delle schermature, a seconda che debbano essere più o meno coprenti, ma ora non è il momento di approfondire questo argomento, concentriamoci sul progetto in pianta.

Se esternamente c’è un giardino gradevole, fai in modo che sia valorizzato per godere della sua vista il più possibile.

Le esigenze prima di tutto

Abbiamo visto fattori oggettivi e vincoli strutturali, ma non abbiamo ancora parlato del fattore numero uno che vincerà la progettazione: le esigenze.

La esigenze sono vincoli soggettivi, sono molto più difficili da affrontare, in quanto non ci sono manuali da seguire e cambiano di volta in volta.

Proprio per questo il progetto va curato in ogni singolo dettaglio, nulla va lasciato al caso ed ogni decisione deve essere presa con coscienza e convinzione.

Molte volte chi si fa progettare casa non ha piena coscienza di quali siano tutte le proprie necessità, di solito scopre di avere un bisogno solamente quando inizia veramente a viverci e prendere confidenza con i nuovi spazi.

Un classico esempio è quello dello stendino: chi è che si preoccupa di dove potrà stendere una volta finiti i lavori? Alla maggior parte della persone interessa il colore delle pareti e la finitura del parquet, ma poi si corre il rischio di non avere un posto per stendere.

E’ per questo che il progettista si deve quasi trasformare in uno psicologo, deve sapere con esattezza che cosa servirà al proprio cliente, in modo da prevedere la soluzione giusta e creare spazi ottimali secondo le proprie esigenze, su “misura”.

La progettazione non dovrà quindi essere immediata e frettolosa, al contrario l’indagine del progettista dovrà essere dettagliata e meticolosa.

Sarà nostro compito specifico individuare le esigenze del cliente e di conseguenza individuare la soluzione migliore a soddisfare tali richieste.

Se sei interessato alla progettazione d’interni, il mio studio saprà offrire la consulenza più adeguata per qualsiasi tipo di richiesta

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